lunedì 31 dicembre 2012

Rosso Tramonto

Una nave inclinata si abbandona
al tramonto
Si chiude un anno e, come alcuni fanno, sia in pubblico sia in privato, colgo anche io l'occasione per vergare su carta delle considerazioni in libertà, seguendo semplicemente il gioco delle associazioni di idee. Quando un anno se ne va, il pensiero mi porta inevitabilmente al tramontoil momento magico più celebrato nelle canzoni d'amore incendiate dal rosso fuoco della passione.
Il Rosso Tramonto del titolo è per me un auspicio non malinconico ma un desiderio di rinnovata energia con cui ripartire, per l'ennesima volta, verso nuovi traguardi. Nei bagliori infuocati di un cielo al tramonto si possono cogliere innumerevoli suggestioni e ognuno di noi, a seconda della propria inclinazione caratteriale e del momento che sta vivendo, ne potrebbe individuare altrettante e diametralmente opposte. 
Per chi scrive il tramonto ha sempre fatto pensare all'eternità dell'esistenza: anche quando un corpo fisico muore, l'energia interiore da cui è sorta la vita credo non finisca mai. In quei momenti, con gli occhi incantati ad ammirare i colori intensi del crepuscolo, ci si può perdere in un magico mondo dove i pensieri – collettivi o personali, reali o frutto dell'immaginario – confluiscono e, insieme, danno forma a  una nuova creazione realizzata da un ideale pittore impressionista. 
Chitarra d'amore!
Nel mio immaginario – e non solo nel mio – il personaggio che meglio incarna le suggestioni del tramonto è Odysseo, meglio noto come Ulisse o Nessuno. La figura di questo eroe, alla ricerca continua di nuovi orizzonti ma con la mente rivolta costantemente al ritorno (il nòstos), è la raffigurazione degli ideali più moderni e lungimiranti partoriti dalla nostra civiltà. L'esistenza vagabonda di Ulisse fa emergere sentimenti di sublime nostalgia che, anche nei momenti in cui il destino sembra l'abbia abbandonato, non si trasforma mai in rassegnazione. La sua mente colorata, come recita il titolo di un suggestivo saggio di Pietro Citati (2002, Mondadori), sa guardare dietro l'oblio della notte annunciata dal rosso tramonto; quel luogo della mente cantato dai poeti dove la realtà si appresta a lasciare il posto ai sogni e alle intuizioni mandateci dagli dei. Odysseo ci ricorda come occorre sempre prestare fede alle percezioni che arrivano al di là di quella soglia chiamata realtà, e la capacità di cogliere gli aspetti dell'inconscio collettivo, celebrato da Carl Gustav Jung, diventa una fondamentale guida verso il percorso della nostra esistenza fisica in questa Terra.
Guardandomi intorno, infatti, noto come la nostra civiltà sia dominata da un'opprimente percezione della realtà, forse perché si è persa quella sensibilità di scorgere l'impercettibile e di ascoltare gli insegnamenti della mitologia, nutrimento indispensabile dell'anima. Gli Antichi tramandavano di generazione in generazione i racconti degli Eroi e quelle narrazioni epiche hanno dato vigore, anche nella più umile quotidianità, a quell'indispensabile desiderio che, pur nelle innumerevoli brutalità, ha spinto l'umanità oltre le barriere del mondo conosciuto. Se non ci fossero stati i narratori, da Omero in poi, la nostra esistenza sarebbe stata molto più povera e, nonostante il fondamentale progresso della scienza, forse puramente vegetale.  E mi sembra logico ricordare a questo proposito quando, nel periodo della grande Depressione del 1929, il Presidente Franklin Delano Roosevelt, oltre a delle fondamentali riforme economiche, inviò in lungo e in largo per gli States scrittori e cineasti allo scopo di compattare una popolazione lacerata dalla devastante crisi.
Buon 2013 a tutti!
A sinistra: Bekim Fehmiu, nel ruolo di Ulisse nell'Odissea televisiva del 1968

Carl Gustav Jung
Il Presidente Franklin D. Roosevelt

2 commenti:

  1. Davvero molto poetico, Giampiero! L'ho condiviso su FB. Inoltre, rimettendo mano al mio blog dopo una breve assenza, mi sono accorto che non l'avevo linkato al tuo. Ho subito rimediato! :-)

    Francesco

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    1. Grazie Francesco! Comunque è normale che non sempre si riesce a seguire e a leggere tutto: magari quando saremo in pensione - se avremo una pensione! - potremmo dedicare più tempo a questi utili, nostri passatempi.

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