lunedì 19 agosto 2013

Io, Zagor e Toninelli - 1

Uno strano fuorilegge


Perché questa iniziativa?
Zagor Collezione Storica n. 79
Qualche mese fa, chiacchierando con Marcello Toninelli su Facebook, si commentava sul fatto che Zagor Colleziona Storica a Colori, edita dal Gruppo Editoriale L'Espresso in collaborazione con Sergio Bonelli Editore, era destinata a fermarsi con il numero 71 (volume uscito il 20 giugno scorso), chiudendo le pubblicazioni con l'ultima storia scritta da Guido Nolitta (nome d'arte di Sergio Bonelli), la famosissima Hellingen! (ZG 179/182). In effetti, poter disporre, nel bel formato dello Zagor di Repubblica (come è stato familiarmente ribattezzato dai lettori), tutta l'opera del creatore letterario dello Spirito con la Scure era già un successo.









Il Dante di Marcello Toninelli in versione zagorian-toscana. Sul finire degli anni Novanta, l'autore ha realizzato per me questa sorta di ironico cross-over
Però, si faceva largo tra i lettori il rammarico di non poter vedere ristampate le storie del periodo post-nolittiano (ricche di spunti interessanti già a partire dalle avventure scritte da Marcello Toninelli), solo in parte ripubblicate nella collana TuttoZagor (edita dalla S.B.E.), che ha chiuso i battenti nel febbraio del 1998 con il numero 235. Il dibattito ha creato una forte corrente di opinione nei gruppi su Facebook e sui forum, e molti utenti hanno scritto all'editore della Collezione Storica per chiedere di far continuare l'iniziativa. Non sappiamo quanto siano stati decisivi quei messaggi, ma evidentemente questo ha tenuto desta l'attenzione dei responsabili del Gruppo Editoriale L'Espresso e, convinti dalle vendite apprezzabili (anche se non certo ai livelli del Tex di Repubblica), hanno prolungato le uscite della collana fino a quando le vendite continueranno almeno su quei livelli...
Tavola d'apertura dell'avventura

Qui entra in ballo chi scrive: inserendomi nel dibattito di cui sopra, ho lanciato su Facebook un post in cui scrivevo che, se Zagor Collezione Storica avesse proseguito, mi sarei impegnato, con la collaborazione di Marcello Toninelli, a pubblicare sul mio blog schede di presentazione delle sue storie via via ristampate. La scelta è dettata soprattutto dalla convinzione dell'importanza di Marcello Toninelli all'interno della saga di Zagor, ma anche per l'amicizia e la stima nei confronti dell'autore senese.
Chiudo per segnalare gli approfondimenti, sui volumi di Zagor Collezione Storica fin qui pubblicati, realizzati da due esperti del mondo di Zagor, Marco Corbetta e Vittorio Sossi, rintracciabili alle rispettive pagine web: zagorealtro.blogspot.com e fumettando2.blogspot.it.

Un’avventura particolare
In Uno strano fuorilegge (ZG 203/205, giugno-agosto 1982), dopo ben sette anni, Franco Bignotti torna a disegnare in toto un'avventura di Zagor. Bignotti è stato un jolly all'interno della Casa editrice e ha messo il suo pennello al servizio di vari personaggi. Dal 1975 in poi, l'autore  ha dato il suo inconfondibile marchio stilistico a Mister No, l'antieroe creato da Guido Nolitta. Negli anni Ottanta, comunque, troverà il tempo per disegnare diverse avventure dello Spirito con la Scure e alcuni episodi di Martin Mystère, il personaggio creato da Alfredo Castelli e pubblicato a partire del 1982.
Qui il disegnatore mette il suo talento al servizio dell'esordiente zagoriano Marcello Toninelli e il connubio funziona alla perfezione, in quanto il segno dinamico e allo stesso tempo attento alla descrizione psicologica dei personaggi, sottolinea i tormenti di uno Zagor in profonda difficoltà... Non aggiungo altro perché, nel paragrafo Dice il saggio, l'intervento critico tratto dallo Zagor Index 201-300 chiarisce in maniera esemplare i motivi di quest'avventura particolare.
Darkwood Monitor Annual: al suo interno è stato pubblicato il disegno del Dante zagoriano
Zagor Collezione Storica n. 80





















Voglio infine sottolineare come i colori di questi due volumi in cui è contenuta l'avventura (i numeri 79 e 80) siano stati realizzati con una certa cura, e le tavole di Franco Bignotti (ottime in bianco e nero) non perdono il proprio fascino. Un pregio, grazie al lavoro dei coloristi, non da poco...

Toninelli ricorda…
Qui di seguito Marcello Toninelli ha risposto ad alcune mie domande sull'avventura (le riposte dello sceneggiatore sono in corsivo), di cui ha già pubblicato il primo intervento: http://ioedante.blogspot.it/2013/08/dottor-toninelli-e-mister-zagor-prima_11.html. Le considerazioni dell’autore senese sul suo blog e i pezzi che leggerete in questa sede saranno una sorta di compendio l'uno dell'altro.

Come fu accolta da Canzio, di cui conosciamo la nota acutezza, questa tua prima storia per Zagor?

Zagor Gigante 203 (Zenith 254)
Non ricordo niente di preciso, se non che valutarono buoni prima il soggetto e poi la sceneggiatura. Al punto da affidarmi praticamente le chiavi della serie e, come contorno, altre sceneggiature de Il Piccolo Ranger (prima di Zagor, tramite un’agenzia avevo scritto una storia di Kit Teller contro lo Sparviero, dunque in redazione avevano già avuto modo di valutare lì la mia scrittura), di Kerry il trapper (quello me lo chiese direttamente Sclavi), Nick Raider e infine (sempre Sclavi) Dylan Dog. Insomma, con quella prima storia mi sono guadagnato la stima dei tre responsabili: BonelliCanzio e Sclavi. Stima che ha trovato conferma negli anni, altrimenti a un certo punto mi avrebbero “stoppato”, come è successo con altri autori.

In quel momento immaginavi che avresti scritto storie di Zagor per un decennio?
Nella vicenda hai puntato sull'umanità dei due protagonisti: era una tua personale visione del personaggio oppure pensavi in seguito di dare all'eroe un carattere più duro e deciso.

TuttoZagor 203
In quel momento ero troppo felice e incredulo di quanto stava succedendo, per pensare a un qualsiasi tipo di futuro. Però non sono mai stato un falso modesto; ho sempre saputo di essere un autore con delle buone qualità, dunque nella mia testa non mettevo limiti di nessun tipo a quella collaborazione.
No, al momento cercavo di solo di fare uno Zagor in linea con i desideri dell’editore e della redazione. Ovviamente quella particolare storia che metteva in forse un’amicizia ventennale, non poteva che avere risvolti psicologici importanti.

Qui Zagor ha momenti di profonda rabbia quando si trova dinanzi al misterioso nemico, al punto che deve intervenire Cico per impedire all'amico di strozzare il cattivo. Ti chiedo: questa scena, tipica dello Zagor nolittiano, ti è venuta spontanea oppure hai cercato di riproporre situazioni care ai lettori del periodo?

Anche la rabbia verso l’avversario era un’inevitabile conseguenza di quanto avvenuto fino a quel momento, dunque solo una “logica” della sceneggiatura. Credo di non aver mai pensato a fare uno Zagor di un tipo piuttosto che di un altro: ero stato un lettore affezionato dello Zagor nolittiano e cercavo naturalmente di “restare nel seminato” perché era nella natura di quel tipo di collaborazione, anche se poi, avendo un carattere “autoriale” abbastanza forte, credo che questo nel tempo mi abbia portato a introdurre elementi più personali nelle storie. Ma è sempre stato tutto “naturale”, mai frutto di un ragionamento. Non credo alle cose studiate troppo a tavolino. Quando scrivo, il mio unico pensiero è: “Io, da lettore, mi divertirei con questa storia?”. Se la risposta è sì, vado avanti indipendentemente da qualsiasi altra considerazione.

In chiusura, durante la lavorazione dell'avventura ti mandavano le tavole di Bignotti da visionare o hai visto il risultato del vostro lavoro a pubblicazione avvenuta?

Non ho mai avuto rapporti con i disegnatori. Lasciavo le mie sceneggiature in redazione e le vedevo disegnate direttamente sull'albo  Anche con Michele Pepe, l’unico col quale avevo maturato un minimo di amicizia e che avevo occasione di incontrare in redazione, dove “sistemava” gli “errori” nelle tavole degli altri autori, ci limitavamo a chiacchiere da colleghi piuttosto generiche, ma non ricordo che mi abbia mai fatto vedere una tavola che stava realizzando. O, se l’ha fatto, sicuramente mi sarò limitato a dirgli che era bella, perché a quel punto stavo già lavorando ad altre storie e non mi ricordavo certo quali indicazioni gli avevo dato in sceneggiatura per una singola tavola.
Zagor Gigante 204 (Zenith 255)

TuttoZagor 204
Zagor Gigante 205 (Zenith 256)



TuttoZagor 205

Dice il saggio...
In questo paragrafo, di volta in volta, riporterò soprattutto alcuni stralci tratti dagli Zagor 
Lo Zagor Index 201-300
Index editi da Paolo Ferriani ma, in qualche occasione, anche degli scritti presi da altre pubblicazioni.
Il testo seguente (in blu) è tratto dallo Zagor Index 201-300 ed è stato redatto da Angelo Palumbo, che evidenzia con lucidità le peculiarità di questa prima avventura scritta da Marcello Toninelli per Zagor.

Zagor contro Cico
Toninelli entra nello staff zagoriano in grande stile, con una storia per molti versi sconvolgente. Lo sceneggiatore, infatti, manda in crisi il mondo di Zagor spezzando il sodalizio con Cico. È un vero scossone per i lettori. Anche se era prevedibile che il pancione non avesse abbandonato Zagor di sua volontà, lo spunto è sicuramente accattivante e l’avventura risulta insolita e fuori dagli schemi. Più che gli aspetti dinamici sono da apprezzare i suoi approfondimenti psicologici. 
Toninelli scava nell'amicizia fra Zagor e Cico e mostra al lettore quanto i due siano legati. È davvero toccante la reazione nervosa che ha Zagor dopo aver letto il messaggio d’addio di Cico. E il loro ritrovarsi è addirittura commovente. Sebbene i due amici siano molto diversi, non potrebbero vivere l’uno senza l’altro. Lo dimostra il fatto che Zagor, senza Cico, diventa un’altra persona: scontroso, aggressivo, incredibilmente propenso all'ira. Cico mitiga l’aspro carattere dell’amico e non è un caso che, quando l’eroe folle di rabbia sta per strangolare il misterioso nemico, sia proprio lui a richiamarlo alla ragione.

Un critico per Zagor
Toninelli è un esperto e uno studioso di fumetti e conosce la serie di Zagor molto bene. Ecco perché non fatica a recepire la personalità dei due personaggi. Il suo Zagor appare molto umano ed è giusto che sia così, visto che la situazione dell’avventura lo coinvolge parecchio a livello emotivo. Il suo mondo e le sue certezze sono crollati: Cico, il suo più grande amico, ora è un nemico da combattere. Ce n’è quanto basta per portarlo sull'orlo di una crisi di nervi. In effetti, lo Zagor di questa vicenda somiglia molto a quello di Zagor contro Supermike (ZG 122/125), altra storia in cui entra in crisi. Anche Cico è gestito molto bene: non solo è protagonista di una lunga gag iniziale con Trampy (personaggio che torna alla ribalta dopo due anni di latitanza), ma è addirittura il fulcro della vicenda.


  1. Come negli Zagor Index, i titoli citati sono quelli di maggior richiamo mnemonico.
  2. Il copyright è degli aventi diritto: le immagini sono state inserite a solo scopo di documentazione.
  3. All'interno del Darkwood Monitor Annual (Zagor Club, 2000), di cui ho pubblicato la copertina realizzata da Maurizio Dotti, oltre a tanto altro, c'è un interessante Dossier Toninelli con interventi di Daniele Bevilacqua, dello stesso autore senese e di Giampiero Belardinelli.
  4. Il titolo del paragrafo Dice il saggio... è un voluto omaggio all'omonima rubrica pubblicata in Dime Press (Glamour International Production), dove venivano analizzati libri o saggi di vario genere sul fumetto bonelliano.

4 commenti:

  1. Ciao, vorrei iniziare a leggere Zagor. Cosa mi consigli? Saluti

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  2. Zagor, come ben sai, è una saga che va avanti da più di cinquant'anni. Visto che qui mi sto occupando di Zagor Collezione Storica, ti invito ad acquistare questi volumi, ogni giovedì in edicola, e poi cerca di recuperare gli arretrati: prova su ebay, dove li potresti trovare a prezzi accessibili.
    Poi, ti consiglio di prendere l'inedito mensile (la saga sudamericana in cui sono coinvolti Zagor e Cico è degna della miglior avventura...) e quindi vivere in contemporanea due diversi momenti storici dello Spirito con la Scure.
    Un caro saluto.

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  3. Ciao Giampiero!
    Complimenti davvero per questi articoli sulla produzione zagoriana di Toninelli! Ben diverso è leggere una semplice recensione (per quanto ben scritta e competente) dal sentire invece raccontare dalla viva voce dell'autore i retroscena della "costruzione" di un'avventura!!!
    Volevo, inoltre, dirti (e questo penso farà piacere anche a Toninelli) che da quando la Collezione Storica a Colori ha iniziato a ristampare le storie toninelliane, nel mio blog c'è stato un aumento dei commenti e della partecipazione...
    Ti saluto, ringraziandoti anche per aver citato il mio blog!

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    1. Ciao Baltorr. Grazie per i complimenti e scusa il ritardato con cui ho pubblicato e risposto al tuo messaggio.
      Ho avuto un ottobre intenso come lavoro, quello principale e quello secondario, ma molto più appagante, che stiamo lentamente cercando di farne la nostra unica attività.
      Nel frattempo, Marcello Toninelli ha deciso, come ben sai, di fare delle sue considerazioni zagoriane un libro e quindi anche questa mia iniziativa andrà ripensata. La mia intenzione è di pubblicare un post al mese, naturalmente senza le interviste a Marcello, raccogliendo commenti su più episodi toninelliani. Devo ancora pensare come strutturarli ma vorrei al più presto ripartire con l'iniziativa, senza fare dei doppioni...

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